Coyote vs Acme

12.09.2026

"Coyote vs Acme" è la vicenda di un individuo che non sia arrende di fronte alle avversità, il tutto per raggiungere un obbiettivo, una meta. Il viaggio dell'essere umano su questa terra. Altro che Odissea di Nolan, guardatevi sto film! 


Conosciamo tutti Wile E. Coyote e Roadrunner - detti anche Willy Coyote e Beep Beep - e il loro inseguirsi a rotta di collo, con il famelico predatore pronto ad inventarsi di ogni pur di catturare il fugace pennuto.
La storia è sempre quella: il coyote inventa piani stravaganti e piazza trappole esagerate per catturare Beep Beep, ma quest'ultimo riesce sempre a sfuggire e le trappole si rivoltano contro Willy. Sempre. Lui finisce sotto un masso o investito da un camion, cade in un burrone o gli esplode della dinamite in faccia, viene travolto da un treno in corsa o un'incudine gli piomba dritta in testa.
L'episodio successivo? Eccolo che ritenta, in un eterno ripetersi degno di Sisifo (sapete, no? Il tizio greco che spinge un masso in cima ad una collina per poi vederlo rotolare a valle ogni volta).

Però ora la storia cambia. Willy è stanco di fallire ogni volta a causa di un malfunzionamento dei prodotti Acme e vuole citare in causa l'azienda. Si rivolge ad un avvocato e intraprende una lotta legale contro la multinazionale più potente del mondo.

Un film geniale in ogni suo dettaglio. Non ci sono easter egg o comparse tanto per accontentare il pubblico, ogni cosa è pensata per inserirsi organicamente nella storia senza rallentare la narrazione. La logica dei cartoni animati è utilizzata al suo pieno potenziale per far ridere senza doversi inventare chissà che e la progressione della trama lascia spazio per farsi delle sane risate.

La prima parte è più leggera e gioca molto con l'animazione, introducendo un mondo in cui i cartoni animati sono reali e convivono con gli umani. questo crea un clima sereno. La seconda parte invece prosegue molto sulla parte giudiziaria e investigativa, intrigando il pubblico che ormai si è perfettamente abituato a vedere i cartoons assieme alle persone in carne ed ossa.
Il tutto lascia spazio all'umanità che permea il film: i cartoni animati sono molto più umani di quanto pensiamo, specialmente i Looney Tunes. Di solito l'animazione è nettamente separata dal mondo reale e i personaggi subiscono l'effetto di questo distacco, ma a casa Warner i folli Looney Tunes hanno mantenuto intatta la loro personalità che ci ricorda in qualche modo qualcuno vicino a noi.
Bugs Bunny è il nato con la camicia, gli va sempre bene anche quando non se lo merita; Duffy Duck è l'odioso che infastidisce chiunque nonostante le dolorose conseguenze; Willy Coyote è il perdente a cui va sempre tutto male.

È proprio per la loro semplicità che i Looney Tunes, e in special modo Willy, riescono a far breccia nei nostri cuori. Ovviamente anche per la loro comicità intramontabile.

Willy Coyote siamo noi. Non parla e sopravvive all'impossibile, eppure ci rappresenta in tutto. Quanti di pensano di avere sempre ostacoli troppo grandi da superare? Chi non ha mai fallito? Chi non ha mai preso una bella batosta? Chi non si è scervellato e si è cacciato in un casino solo per inseguire un obbiettivo? Capita a tutti di ritrovarsi col sedere per terra e rendersi conto di quanto abbiamo complicato situazioni in realtà semplicissime.
Ma Willy non si arrende mai, MAI, e ci insegna a continuare a provare. Capire se ne vale la pena sta a noi, ma nel frattempo dobbiamo rialzarci e tornare in pista. Come cita la canzone a lui dedicata "Ci può cadere il mondo addosso, finire sotto un masso, ma noi non ci arrenderemo mai".

È un comportamento sano? Ovvio che no ed è questo il punto. L'essere umano commette errori, sbaglia, perde la strada, si acceca davanti all'evidenza, diventa ossessionato. Willy potrebbe cacciare altro, potrebbe andarsene dal deserto, potrebbe smetterla di comprare prodotti Acme, potrebbe, potrebbe, potrebbe... ma non lo fa. Per lui, in questo momento, conta solo catturare Beep Beep. La sua ossessione gli causa dolori estremi, ma lui va avanti. Verrebbe da dire che è un co... yote. Indovinate come chi? Esatto, noi. Noi che continuiamo a ripetere atteggiamenti distruttivi, che preferiamo causare i nostri stessi problemi e prendercela poi col mondo, invece di cambiare atteggiamento, ma in fondo va bene così, fa parte della vita, dell'esperienza umana. E, alla fine, possiamo anche riderci sopra vedendo le vicende di quel povero coyote.

Ora però torniamo al film. Un film che parla a grandi e piccini, ma soprattutto ai grandi. Una storia che trasuda attualità nel mentre affronta in tribunale una multinazionale. La Acme sarà anche un'azienda inventata, ma il mondo reale ne è pieno. Megacorporazioni dalla moralità decisamente corrotta dal denaro e che si sentono invincibili perché, diciamocelo, chi può fermarle? Le leggi sono fatte su misura per loro e i loro prodotti sono richiesti da tutti. Si rendono indispensabili e nascondono sotto il tappeto tutte le malefatte. In teoria vincono di sicuro - e anche in pratica - ma qualche volta una scintilla di speranza torna a brillare. Una voce coraggiosa che ha la forza di parlare per i più deboli, che non ha paura di sollevare quel tappeto e di mostrare cosa c'è sotto. Quella voce, ironia della sorte, è Willy Coyote. Ne ha passate così tante da non aver nulla da perdere, quindi chi meglio di lui per affrontare la potentissima Acme?

E l'avvocato riscopre non solo la passione per il suo mestiere, ma capisce l'importanza che può avere per le persone comuni. Si rende conto di non voler rendere i ricchi ancora più ricchi, ma di fare giustizia dando voce a chi non l'ha. E le cose sono difficili con un avversario come la Acme, fortunatamente però c'è Willy che insegna come non mollare mai. Willy che, proprio tra tutti, è l'utilizzatore numero uno di prodotti Acme: non ne può fare a meno, sia per la sua ossessione per il pennuto, sia perché non c'è alternativa. "Usa altri prodotti che non siano Acme" gli dicono, e come, se c'è il monopolio? Ovunque ti giri c'è il marchio Acme, quindi cosa può fare se non comprare da loro?
Tutte le Acme sparse per il mondo danno priorità ai soldi, di conseguenza sparisce la passione, l'arte, il senso del giusto, l'umanità dietro il prodotto. Strumenti da cartoni animati, nati per far ridere, sono ora merce fallace che fa danno a chi la usa. Gli esseri umani godono dei prodotti più belli e funzionali, nati a spese dei cartoni animati, proprio come tutte le grandi aziende che portano ricchezza da noi danneggiando paesi più poveri.

La vicenda di Willy ci apre gli occhi su quella che è una grande presa di coscienza e una grande bugia: il potere è nelle mani del compratore. Da una parte è vero, se smettiamo tutti di comprare dalla Acme di turno, questa fallisce, ma al contempo i meccanismi che ci sono dietro sono complicati e non basta vederlo come un "noi vs Acme". Quindi bisogna arrendersi di fronte a questa difficoltà? Willy dice no. Chissenefrega se è una causa persa, bisogna provarci. E chissà se potremo vincere, un giorno.

"Coyote vs Acme" è un film grandioso che la Warner Brothers non voleva farci vedere. Era tutto pronto e hanno deciso di non proiettarlo più. Poi, dopo le proteste, l'hanno messo in vendita e così è stato comprato dalla Ketchup Entertainment, che l'ha distribuito in sala. Questa casa cinematografica ha dato il giusto rispetto che questo film merita.
Si sente l'amore e la passione che la miriade di persone dietro le quinte ha messo nella realizzazione di questa pellicola, dalle musiche ai più piccoli dettagli, tutto è arte. E il successo che sta avendo in sala è un bel dito medio alla Warner, in questo casa la Acme di turno. Che ironia, la vicenda del film si è trasposta in tempo reale nella realtà; forse è anche per questo che il film funziona alla grande.



Voto:
9/10


di Andrea Brevi