Freaks

09.03.2026

Quale posto migliore del circo per parlare degli ultimi?
Stranezze, anomalie, rarità, deformazioni, bestialità.
Tutto ciò che riguarda il circo e i giostrai ci suggerisce sporcizia, illegalità, delitto. Ma come trovare gli ultimi tra gli ultimi?
Per rispondere a questa domanda del Toro ci accompagna nella sua Fiera delle illusioni.

Questo è un film sull'inganno, Stan si ritrova in un circolo (vizioso) di illusioni, appunto una fiera.
Dietro ad ogni persona c'è una storia, un passato doloroso, qualcosa di profondo e da tempo nascosto. La dottoressa Ritter la chiama vita. E questa vita che si raggomitola nell'oscurità della memoria sempre si tradisce nel corpo delle persone. Tradire è da intendere come "dire tra", tradirsi significa rivelare tra le righe ciò che si vuol celare. E su questi piccoli tradimenti della frase c'è chi è in grado di costruire un discorso.
Questi tradimenti sono, per chi sa leggerli, dei segni. Un segno è composto, per la linguistica, di significante e significato. Il significante è il segno grafico, il significato è il senso a cui esso è rimandato. Leggere tra le righe significa riconoscere i segni che il corpo tradisce, interpretarli implica riportarli ad una struttura semantica, attribuire loro un significato.
Costruire un discorso è un esercizio di potere, innanzitutto perché porta con sé la forza di una struttura linguistica, secondo perché viene solitamente da un rapporto di potere sbilanciato.
Nella fiera delle illusioni ciascuno è portatore di una propria struttura semantica, ognuno ha il proprio trucco e ovviamente il trucco migliore è sempre quello che non si affida alla magia e alle credenze popolari, ma quello che è sorretto dall'esattezza della scienza.
Ciascuno ha il proprio trucco, la dottoressa Ritter pure. Ma il trucco non è l'inganno, il trucco è la performance, il gioco, la danza tra due punti: l'ingannatore e l'ingannato. Il primo legge i segni e li riporta al proprio ordine semantico proponendone una lettura al potenziale ingannato, ma attenzione: non è il trucco stesso ad ingannare il pubblico. Il pubblico si inganna da solo, l'inganno è la fiducia, l'affidarsi alla concretezza dell'ordine semantico dell'ingannatore. L'inganno si da nel rapporto di potere che si instaura attraverso la performance, più la mia persona è in grado di sedurre l'altro più potere avrò su di esso. Convincere l'altro a fidarsi della tua magia è una sfida, convincerlo a sdraiarsi sul lettino è già quasi fatto.
Stan entra nella giostra delle illusioni perché vuole fuggire da sé stesso, è convinto di poter sfruttare l'inganno a suo vantaggio per arricchirsi ed essere ammirato, ma non ha mai realmente compreso il gioco.
La giostra gira e Stan continua ad essere ingannato, ma solo temporaneamente.
L'inganno prende la tua verità attraverso i segni che tradisci e li rivolta contro di te; più oscura è la tua verità più questa ti consuma. Stan non può fuggire realmente dalla propria, perché le giostre girano in tondo, tutto torna, nulla può essere dimenticato.
La domanda è: Stan diviene una bestia o la è sempre stata? Quando ha iniziato a girare la sua fiera delle illusioni?