Il Robot Selvaggio

08.06.2026

Nel 2024 è uscito nelle sale cinematografiche un film che ha contribuito molto alla recente innovazione dell'animazione. Sapete no, tutti quei film animati che negli ultimi anni sono stati acclamati per la trama e per la grafica innovativa? "Il Robot Selvaggio" si unisce a questo filone.

È un film che vuole parlare a tutti in modo semplice ed efficace, non solo perché devono capire anche i bambini, ma perché a prescindere è inutile complicare le cose. Pure gli adulti apprezzano la semplicità dei messaggi trasmessi con immagini piuttosto che con discorsi boriosi, ed è quello che questo film ha capito.
La DreamWorks si è messa a lavorare sui punti chiave dell'animazione, centrandoli in pieno.

Grafica

Da quando è uscito "Spider-Man: Into the Spider-verse" l'industria cinematografica ha visto che l'animazione attira ancora, ma solo se sa di nuovo, di fresco. Sono dunque arrivati nelle sale molti film animati con stili grafici mai visti prima, frutto di tecniche d'animazione innovative.
Anche "Il Robot Selvaggio" è animato in modo unico e particolare, per evidenziare aspetti precisi che gli autori volevano farci notare. Già dalle prime scene sembra di vedere un quadro in cui i personaggi sono liberi di muoversi liberamente: forme e colori pare siano creati non da un computer, ma da pennellate di vernice. Visivamente ogni scena sembra un dipinto, dove si differenzia bene l'ambientazione naturale dalla protagonista Roz, il robot disperso su un'isola.

Per tutto il film c'è questo contrasto molto forte tra la natura e il robot, quindi per evidenziarlo ancor di più si gioca con luci e ombre. Ciò che è naturale risulta in ogni scena più caldo di ciò che è artificiale, di metallo: in un’ambientazione notturna, la pelliccia degli animali si scurisce, il robot invece riflette ogni raggio della luna; di giorno, la luce accende i colori degli alberi e degli animali, ma isola visivamente il metallo bianco del robot, che si distingue dal resto. Anche le forme ben delineate del robot la distinguono dalla pelliccia ispida degli animali o dalle fronde degli alberi, evidenziando una differenza che, col passare del tempo, si attenua, dato che il robot diventa sempre più "selvaggio".

Ho adorato l'utilizzo di una grafica simbolica che riesce a comunicare senza l'uso di parole, ma ora veniamo ai prossimi punti.

Trama

Il film parla innanzitutto ai più piccoli, perché sono i primi ad essere attratti dell'animazione, ma cerca di fare breccia nel cuore degli adulti. Come fare, però? Se il messaggio è banale o troppo intuibile, o se la trama è prevedibile, gli spettatori adulti non prestano attenzione. La soluzione è avere un protagonista adulto, non per l'età, ma per ciò che fa: il robot Roz si ritrova infatti a fare da mamma ad un piccolo anatroccolo.
Inizialmente non vuole, non è nella sua programmazione, ha altri piani, è stato un incidente, non sa come fare... tutto ciò che pensa un neo genitore. Questo permette al pubblico adulto (che si trova davanti allo schermo solo perché i figli volevano vedere un cartone animato) di sentirsi vicino al protagonista; capiscono che il film ha qualcosa da dire anche a loro.

Roz dapprima nega di voler/poter fare la mamma, poi accetta il suo nuovo incarico rendendosi conto però delle ovvie difficoltà a cui andrà incontro: come può un robot fare da mentore ad un anatra? Come potrà nutrire il piccolo? Come gli insegnerà a volare?
Dal totale spaesamento iniziale, Roz passerà al rimboccarsi le maniche per affrontare tutte queste difficoltà, una alla volta, accorgendosi che in fondo non è impossibile essere genitore.
Si passa poi all'adolescenza dell'anatroccolo, dove comincia ad approcciarsi ad altri della sua specie e avere una mamma robot è fonte di vergogna: c'è un distacco, vissuto dapprima come una rottura violenta, per poi essere visto per un passaggio necessario nella crescita di un figlio, ed è questa realizzazione che riavvicina i due personaggi.

Ma il film parla anche d'altro? Sì, c'è tutta la sottotrama - che sboccia nel finale - legata alle origini di Roz e al fatto che deve ritornare dal suo produttore. Nel complesso il film non annoia di certo.

Adesso che il film ha l'attenzione di piccoli e grandi, come si procede?

Messaggio

È ovvio che l'aspetto visivo non può reggersi da solo e anche una grande narrativa risulta povera se non ha un messaggio.

Sia gli animali che il robot agiscono seguendo l'istinto e la programmazione, ma la comparsa di Roz sull'isola e il suo diventare "mamma" di un anatroccolo crea degli squilibri importanti, perciò tutti dovranno andare oltre questi schemi comportamentali per poter convivere/sopravvivere.
Tutta la trama del film gira attorno ad un messaggio chiaro: tutti noi dobbiamo sforzarci per andare incontro all'altro. Invece di seguire l'istinto animale, noi umani abbiamo la possibilità di fermarci a riflettere e capire che uniti siamo più forti e possiamo vivere meglio.
Il film è molto preciso sull'argomento: andare contro il proprio istinto/programmazione non significa annullarsi o cancellare la nostra vera natura, al contrario significa usare le nostre qualità per il bene di tutti.
Roz e i suoi amici animali erano sia marionette che marionettisti, schiavi della loro stessa natura. Durante il gelido inverno dell'isola, sarebbero morti se non si fossero sforzati per convivere e aiutarsi a vicenda. Lo stesso dobbiamo fare noi; se non prendiamo controllo dei nostri atteggiamenti, finiamo per essere loro schiavi.

Questo messaggio è portato avanti da una storia commovente e incredibilmente realistica, perché anche se si parla di un robot che comunica con gli animali, in fondo si racconta la storia di un genitore, di un individuo che aveva piani precisi mandati all'aria dall'arrivo di un figlio, che deve adattarsi per crescerlo al meglio e che infine deve lasciarlo andare. Un bambino vede solo un'anatra che impara a volare, un genitore rivede suo figlio. È così che si racconta una storia.

C'è però un piccolo problema. Il film vuole essere innovativo inserendo sin da subito i concetti di catena alimentare e morte. Incredibile come siano stati inseriti in un film per bambini, ma qui gli animali sono coscienti che potrebbero non sopravvivere ed essere divorati da un predatore. Non è certo un film Disney con gli animali che convivono in armonia e che non discutono di dettagli come il rapporto preda-predatore, al contrario "Il Robot Selvaggio" propone personaggi animali più realistici... e questo è ottimo.

Solo che ad un certo punto questo realismo non trova terreno in cui mettere radici e crescere, rimane un po' a sé stesso. Il film ha tanto a cui pensare (la sottotrama di Roz, il rapporto madre-figli, la convivenza per il bene di tutti) quindi questo realismo fatica ad avere un senso, se non quello di farci ridere nelle scene iniziali. Il risultato è una partenza discostante dal resto del film, come se qualcuno della produzione avesse cambiato idea sulla direzione del film dopo il primo atto.

A parte questo aspetto, il resto è a mio parere perfetto.


"Il Robot Selvaggio" è un film da recuperare se amate l'animazione. Non solo appaga gli occhi grazie ad una grafica mozzafiato, ma riesce a fare breccia nel cuore con la sua semplicità e la sua naturalezza nel mostrare un rapporto madre-figlio.

Film adatto a tutti e godibile in qualsiasi momento, che sia una serata tra amici o un pomeriggio in famiglia.


Voto:
9/10

Punti di forza:
- Animazione spettacolare
- Messaggio chiaro accompagnato da un'ottima trama
- Ben equilibrato tra momenti divertenti e più seri

Punti deboli:
- In certi momenti fatica a portare avanti in modo equilibrato tutta la carne che ha messo sul fuoco


di Andrea Brevi