In movimento

La vita è fatta da un flusso continuo di cose, pensieri che scorrono, movimenti che si susseguono, azioni che si ripetono. Tutto è in movimento, persino il mondo sotto i nostri piedi. Sembra quasi che muoversi sia una condizione indispensabile, sine qua non per tutti gli esseri umani...e non solo.
Migriamo noi come anche gli uccelli, ci spostiamo in branchi chiamate famiglie, costruiamo case, nidi che ci possano accogliere anche dall'altra parte de mondo. Trovo tutto questo una cosa curiosa, sembra quasi che la possibilità di fermarsi, di ragionare, di tirare il freno non sia contemplabile.
Ci sono però luoghi che sembrano immobilli, fermi in un tempo ed uno spazio sospesi, come su un filo. In questi luoghi si trovano persone, anch'esse sospese, che vivono in attesa. La loro vita é come messa in pausa, la loro identità frammentata, la memoria bloccata. Michel Agier questa attesa la chiama liminarità, un limbo nel quale rimangono ogni giorno migliaia di persone, contro la loro volontà.
La permanenza nel limbo per molti comincia nel Mediterraneo e continua nei campi profughi, oppure nei CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria). Continua poi attraverso l'iter infinito di procedure burocratiche, colloqui, documenti. La propria storia viene costantemente messa in dubbio, il peso del sospetto fa stare tutti con il fiato sospeso, immobili dentro ad un percorso già scritto, pedine di un gioco di potere che non lascia scampo.
Intanto, il mondo continua a girare, imperterrito. La vita va, scorre dentro tutti e gli passa attraverso. Rimane solo un passo, solo una prova, solo mettersi a nudo un'ultima volta : una linea immaginaria che divide gli esseri dai non-esseri, i meritevoli dai cattivi, i veri dai finti.
Nel mezzo c'è soltanto silenzio. Nella sala di aspetto del mondo rimangono solo gli invisibili : coloro a cui sognare costa di più.