Project Hail Mary

17.04.2026

! ARTICOLO SENZA SPOILER !

Continua a leggere senza preoccuparti di nulla

Una nuova avventura sci-fi spaziale con protagonista Ryan Gosling piomba al cinema e porta con sé una bella ventata d'aria fresca.

Dal 16 marzo nei cinema italiani, la storia di un professore che si ritrova a dover salvare il mondo a bordo di un'astronave nello spazio più profondo. Tra la sinossi e il trailer mi sembrava uno di quei film che punta tutto sul protagonista famoso e che puntualmente floppa, e invece...


Partiamo dall'inizio. Tutta la vicenda gioca con lo spettatore nello stesso modo degli episodi dei Simpson. Di sicuro ti sarà capitato di vedere almeno un episodio della gialla famiglia americana: le prime scene costruiscono una storia, battono il percorso per una narrazione che poi, d'un tratto, prende una direzione completamente opposta. Guardi il primo minuto e pensi di capire cosa accadrà, ma quel minuto serve solo ad introdurre un elemento che è il promotore dell'episodio vero e proprio.
Idem con Project Hail Mary. Le vicende iniziali mettono in moto la storia per poi dirigersi verso tutt'altro. L'effetto qui però è voluto, non è un errore degli sceneggiatori, e infatti non solo arricchisce di vicende il film, ma rompe il ritmo delle narrazioni classiche dando l'effetto di star guardando film diversi, riuscendo così a far scorrere meglio le due ore e quaranta passate sulla poltrona del cinema (Eh, sì. È un minutaggio bello alto, ma qui c'è una bella notizia: il tempo vola guardando questo film).

Aiuta a passare il tempo anche il costante cambio di genere. Parte con l'essere un disaster movie, poi un epopea spaziale introspettiva alla Interstellar, passa per lo sci-fi classico, per il dramma, per la commedia e infine per un film d'avventura. Accadono così tante cose e così ricche di emozioni, da tenerti incollato allo schermo; una giostra emotiva che non ti può annoiare, proprio no.
Inoltre il passaggio da un genere narrativo all'altro, anche se non sempre è per lento, è studiato per non creare contrasti fastidiosi. Si provano le sensazioni che il regista vuole che si provino.

Questo per quanto riguarda l'insieme del film, ma i singoli atti? Le singole scene? La recitazione? Tutto fantastico.
Ogni scena è fedele in tutti i dettagli al proprio genere, i personaggi sono costruiti benissimo e non ci sono punti morti o scene inutili (solo perché non accade nulla non significa che la scena non serva).

Il protagonista è un uomo semplice, timido e impacciato, ma non è il solito tontolone che inciampa per suscitare una risata, al contrario ha una sua personalità ben definita e reale, non ingabbiata in uno stereotipo. Riesce a prendere le redini della storia rimanendo fedele a se stesso, riesce a trasmettere tranquillità e leggerezza senza perdere di peso emotivo, riesce ad essere un essere umano VERO, come tutti noi (vabbè il meme "Literally Me" riferito a Ryan Gosling non esiste a caso, LOL).
E i colori! È un film sullo spazio colorato e pieno di vita, incredibile! Non è una tavolozza ipersatura tipo Guardiani della Galassia e nemmeno grigio e cupo come Interstellar... una via di mezzo, proprio come è il nostro universo; c'è del colore e della gioia in mezzo a tutto il nero cosmico.
Anche il design generale è pazzesco. Tutto ciò che è extraterrestre in questo film - dalle astronavi, agli alieni, ai pianeti - è davvero extraterrestre, nel senso che non sono cose umane rivisitate in chiave spaziale, ma affondano le radici nell'immaginazione e provano ad essere diverse da tutto ciò che abbiamo visto finora. Un tocco di classe, davvero.

Sul finale non posso dire molto, quindi dirò solo che è soddisfacente: non importa come finisce, vai a casa senza l'amaro in bocca.

Project Hail Mary è davvero un bel film e all'inizio dell'articolo l'ho definito "una ventata d'aria fresca". Perché? Perché è unico nel suo genere, unisce tanti begli aspetti in una storia prevalentemente spaziale sci-fi, ma arricchita di tanto altro e che diventa indimenticabile. Il tutto risultando un piacere da vedere. Insomma, qualcosa che non si vede spesso.


Io mi fermo qui, per evitare spoiler e per non condizionarti troppo. È un film che davvero vorrei far vedere a tutti, come un bambino con il suo giocattolo nuovo, ma siccome non posso portarti di forza al cinema, ti dico solo che vale la pena recuperarlo, fidati.


di Andrea Brevi