The Holdovers

12.10.2026

Due domande,
anche se ogni formulazione non può che essere sempre errata, erronea poiché mancante ed incompleta, incomprensibile poiché impossibilitata alla comprensione: non può comprendere in sé la sovrabbondanza del dubbio, della domanda stessa.

Cosa succede ad uno spazio quando viene svuotato?

Sono le vacanze di natale e nell'istituto rimangono soltanto il professor Hunham, la cuoca Mary e una manciata di studenti.
Certo qualcuno dirà la festa, lo griderà e gioirà del clima di giubilo che riveste gli spazi in queste occasioni. Ma, sarebbe incauto a parer mio esser 'si frettolosi.
Le mutazioni sono lente, anche se immediate. Si palesano tardando e dunque ritardandosi l'un l'altra.
Alla fine restano solo il professore, Mary e Angus Tully, uno dei tanti studenti che passano e che sono passati sotto lo sguardo del professore.
Lo sguardo del professore è particolarmente difettato.
Innanzitutto è viziato, dall'abitudine, dal pregiudizio, dalle forme. Inoltre, si preoccupa per deformazione professionale, o meglio, si preoccupa perché la responsabilità della sua professione deforma, o ha deformato, il suo professare.
Ma lo spazio scolastico si svuota e l'aria fresca di nevischio rischiara un nuovo ambiente.



Cosa succede alle persone quando abitano un ambiente nuovo in uno spazio così maledettamente famigliare?

La scuola diviene-casa, nel suo vestirsi natalizio?
Deve avvenire qualcosa prima che la scuola si apra al mondo, che il giovane Tully fuga da casa, il vecchio professore da scuola. Due fughe differenti, due persone differenti, stesso ambiente. E la scuola diviene-Boston, oppure Boston diviene-scuola, non ricordo.
Deve svuotarsi la scuola prima che possa rischiararsi lo sguardo del professor Hunham, così a lungo appannato.
Un bizzarro divenire porta il mondo nella scuola e disloca la scuola nel mondo.
Tully e Hunham, Tully, Hunham e Mary.
Tre studenti nomadi che tornano (a casa) come nuovi.



Un'altra domanda – per piacere...

Cosa succede ad uno spazio così umidamente famigliare quando papà, mamma e figlio divengono-nomadi?

I muri si flettono rigonfiandosi, l'intonaco è stracolmo di acqua. Le stanze essudano umori. Dai pori evaporano le inadguatezze.
La casa non può contenere tre nomadi, non può comprenderli, non può continuare ad essere tale in loro presenza. La casa è fuori, è il mondo. I nomadi lo sanno,
non v'è più spazio per loro. La casa si inonda di loro portandoli fuori, da ogni spiffero, ogni apertura possibile.
A casa servono mamma e papà, fratelli e sorelle.
Ma casa ai nomadi non serve più a niente.